Ognuno ha un suo percorso lungo il quale riscoprire se stesso, la propria natura e potenzialità. Questo si chiama "Risveglio dell'Anima".
mercoledì 22 giugno 2016
domenica 27 dicembre 2015
Maschile e Femminile
Maschile e femminile sono due aspetti insiti in ognuno di noi, ciascuno dei due con le sue peculiarità, i suoi doni per noi, la sua predominanza in noi, ma proprio per questo dobbiamo comprendere anche l'altra parte di noi.
Tuttavia, è importante trascendere i concetti ormai divenuti dogma di una cultura che ha perso le sue radici, dimenticato in buona parte cosa rappresentavano questi due elementi.
Il femminile è l'aspetto della fertilità, dell'abbondanza, è l'aspetto dell'amore materno...come Madre Terra, un principio fortemente legato all'Acqua, al lato emozionale dell'Essere, all'intuito e, per questo, al divino non manifesto.
Il maschile è l'aspetto della forza, del coraggio, dell'azione...il padre, il cacciatore, l'aspetto più legato al Fuoco e all'Aria, nonché al contatto con il piano più materiale del manifesto.
Unire in sé le due parti riporta alla completezza, attivo e passivo, conoscenza (come ricettività) e azione...la capacità di essere un tutt'uno con l'Universo per agire in esso in consapevolezza creativa.
Ho citato il dogma nella visione di questi aspetti, ma per rendere il senso di ciò, voglio usare parole d'altri:
"Il simbolo del vero maschile è il coraggio, ma per avere coraggio l'uomo deve avere cuore" - Theun Mares
Una cosa voglio dirvi col cuore: non soccombete alla vostra Mente, perché l'unico modo per non lasciarsi intrappolare da schemi e dogmi è sentire, sentire dentro di sé e vivere quell'emozione, quel sentimento, comprendendo ogni aspetto di sé nell'attimo in cui si presenta e lavorando su se stessi, disciplinandosi con l'opposto, non per reprimersi, bensì per ritrovare la propria completezza e il proprio centro.
Nemici naturali
"La mente razionale si ritrova a cedere alla paura tal irresistibile tentazione; ma abbandonandosi a questa tentazione, la mente uccide se stessa."
Theun Mares
Nella vita dobbiamo affrontare e vincere 4 nemici naturali, che sono le manifestazioni opposte/negative di: forza, sobrietà, calore, sentimento.
Questi sono considerati i 4 attributi del Guerriero, che corrispondono a 4 principi che occorre imparare a dominare per gestire gli stessi: disciplina, controllo, pazienza, tempismo (o sincronicità). Ecco che nel confronto con un nemico naturale, a definire l'effetto positivo o negativo diviene l'intento dell'individuo, seppur il Guerriero, avendo come fine ultimo l'impeccabilità, non possa nemmeno considerare di agire secondo un intento non impeccabile.
Il libero arbitrio esiste, ma per un Guerriero la scelta viene fatta a monte, all'inizio del suo cammino ed è quella scelta ad incidere su tutte le successive, a differenza degli altri la sua libertà si vincola all'intento ch'egli si è prefissato in partenza.
Ogni volta che ti trovi davanti ad uno dei tuoi nemici naturali fermati un attimo a riflettere, consideralo prima di tutto uno specchio, ripensa a ciò che sei, a ciò che vuoi raggiungere e decidi quindi come agire.
Ma ricorda: non lasciare che sia la paura a frenare la tua azione, non lasciare che sia il dubbio sulle tue capacità a trarti indietro o avrai già fallito.
Quando decidi di agire...AGISCI, senza paura, senza dubbio...punta solo alla meta, al superamento della prova.
martedì 22 dicembre 2015
Essenza ed esperienze di vita
Durante la nostra vita viviamo un susseguirsi di esperienze, tutte con un valore e un peso nel nostro sviluppo personale, che affrontiamo con la nostra Essenza, la nostra energia vitale. Succede spesso che dimentichi della nostra origine, indeboliamo noi stessi, la nostra energia vitale, identificando la nostra Essenza con le esperienze di vita che andiamo affrontando, quasi fossero queste a definirla, invece che il contrario.
Dobbiamo ricordare che prima Siamo,
poi esperiamo in funzione di ciò.
Non dobbiamo attaccarci dunque alle esperienze di vita rendendole pietre alle nostre caviglie, quando non al nostro collo; dobbiamo dar loro la giusta misura, il giusto peso, ampliandone la percezione: a questo servono i ricordi passati, le ricapitolazioni col passato...e per questo non vanno mai forzate, ma vissute nel principio dell'Acqua.
L'Acqua ha una grande memoria che trasmette a se stessa incessantemente, così in essa, con essa, nella sua Essenza possiamo rivivere momenti diversi con la consapevolezza di aver avuto approcci diversi, ma la stessa Essenza.
Analizzare e vivere le esperienze come passaggi, prove, spunti...lezioni che la nostra Essenza sperimenta, senza esserne intaccata nella sua forza, bensì arricchita, anche quando portiamo ferite profonde.
L'Essenza non muta, è integra in noi, dobbiamo solo ripulirla dal fango che la incrosta e nasconde a noi stessi.
Essa è pura, se noi vogliamo che così sia.
Essa è forte, se vogliamo lasciarle la possibilità di esserlo.
L'Essenza è Energia, quell'energia che infonda vita.
Recuperare la nostra integrità, ricongiungerci quindi alle nostre radici energetiche, ci fortifica, ricompatta la nostra energia vitale imprimendole un moto di espansione dopo averla compressa per ritrovare la sua omogeneità: è come una scintilla che esplode, sprigionando il suo potenziale.
Non sempre è facile affrontare le proprie esperienze, a volte sembra di perdersi, altre che la terra sfugga sotto i nostri piedi, altre ancora è una gioia che restituisce sicurezza.
Ogni volta è diversa.
Ogni volta dobbiamo comprendere e accettare ciò che è stato, lasciando che le nostre energie spese in quel momento ritornino a noi.
Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir
lunedì 21 dicembre 2015
L'imbarazzo di chi non ha radici
Il piccolo principe traverso' il deserto e non incontro' che un fiore.
Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente...
"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il fiore.
"Dove sono gli uomini?" domando' gentilmente il piccolo principe.
Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana:
Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir
Un fiore a tre petali, un piccolo fiore da niente...
"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il fiore.
"Dove sono gli uomini?" domando' gentilmente il piccolo principe.
Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana:
"Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qual e la'. Non hanno radici, e questo li imbarazza molto".
Tanto più si perdono le radici, tanto più ci si nasconde per l'imbarazzo, la vergogna di se stessi...senza sapere chi si è realmente e da dove si viene.
Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir
sabato 12 dicembre 2015
Recuperare noi stessi
Fin da quando ero piccola, ancora bambina, la mia famiglia aveva 3 appellativi che mi ripeteva continuamente, per indicarmi i miei comportamenti "sbagliati": Toro Seduto, bastiancontraria e mamma dei gatti.
Oggi, a distanza di tanti anni, mi trovo a dire che spero di avere almeno la metà della spiritualità di Toro Seduto, mi auguro di avere la sua forza nel lottare per conservare le mie radici, così spero di non perdere mai i miei "perché?", quella spinta a non accettare tutto come mi viene presentato, ma a volerlo comprendere per accettarlo o rifiutarlo secondo il mio sentire, e ancora, spero di portare sempre con me quella compassione e quell'amore per lo spirito libero, indipendente, forte e dolce tipico dei gatti.
Purtroppo, abbiamo sviluppato questo strano metodo educativo dove vogliamo estirpare le espressioni naturali dei bambini, del loro Essere, come fossero errori...sbagliati in qualche modo, invece di insegnare loro come gestire questi aspetti peculiari affinché divengano ricchezze da condividere.
Da bambini esprimiamo molto più liberamente la nostra natura, crescendo la pieghiamo alla Mente come ci viene insegnato e soffriamo, ci sentiamo sempre più incompleti, accumulando sempre di più, storie o oggetti o denaro...staccati però da noi stessi, scollegati sempre di più dal Tutto che ci circonda e ci permea.
Ascoltiamo di più i bambini, impariamo da loro e insegniamo loro ad essere il meglio di sé, non come tutti gli altri, ognuno come una stella deve brillare di luce propria.
Allora, torniamo alla nostra infanzia, cerchiamo ciò che amavamo, ciò che ci faceva sentire speciali, ciò che ci rendeva tristi quando non veniva compreso e scartato...recuperiamo i pezzi di noi e lavoriamoli come argilla, rimodelliamoli su noi stessi, immergiamoci in essi senza egoismo o narcisismo, rendiamoli dianti di cui adornarci ogni giorno di più, non per vantarci, non per esibirli, ma semplicemente per sorridere a noi stessi.
Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir
Disciplina: Arte antica
11 Dicembre 2015
La Disciplina è un'Arte antica, che necessita di Volontà, dedizione, perseveranza e coraggio. Gli Antichi insegnavano come essa non fosse frutto della Mente, ma agisse sulla Mente stessa.
La Mente non sente, non è atta a percepire i sussurri dell'Anima propria e altrui, la Mente non ascolta, è fatta di logica razionale e sequenziale.
La Disciplina invece è quell'Arte che insegna a canalizzare, a restare fissi sullo scopo senza chiudersi, senza divenire né ciechi né sordi, ma senza farsi travolgere dai venti, dagli eventi, restando nell'Equilibrio.
La Disciplina è quell'Arte che ti guida nel sentire, ti fa immergere in esso, insegnandoti nel tempo il distacco della lucidità, della ragione dell'Anima che non è quella della Mente. Ti insegna la necessità di apprendere con metodica certe tecniche affinché divengano parte del tuo istinto, così che tu non debba pensare, ma solo agire nel momento del bisogno, mantenendo aperti tutti i canali alle percezioni senza cadere nella confusione.
Un Guerriero sa che senza la lucidità in battaglia sarebbe perduto. Egli deve conoscere e comprendere se stesso, il nemico, il campo di battaglia e tutti gli elementi che in esso si muovono. Solo al momento dello scontro Egli può liberare la sua furia guerriera, dove la lotta e le tecniche di combattimento sono ormai parte di lui, restando consapevole di tutto ciò che lo circonda...dentro e fuori. Disperdere prima le proprie energie lo distrarrebbe e comprometterebbe le sue possibilità di vittoria.
La Mente inganna l'uomo che si lascia trascinare dalle sue pulsioni, cieco e sordo a se stesso, come agli Antichi, vittima delle sue illusioni e della sua logica si appresta inesorabile a piccole vittorie e soddisfazioni che colmano una brocca crepata.
La Disciplina forgia nel duro lavoro per dare sazietà che non può essere contenuta, se non dall'Anima, poiché essa incanala ogni energia per uno scopo, un fine.
La Mente reprime, la Disciplina trasforma.
Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir
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